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Alloggi sociali: richieste in continua crescita

Postato da Martina Vitelli on 16 Ottobre 2018
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In un’analisi sugli alloggi sociali (uno degli enti che promuove da sempre Urbanpromo Social Housing attraverso la controllata Cdp Investimenti Sgr e insieme a diverse Fondazioni) emerge chiaro come la profonda trasformazione socio-demografica stia mutando anche la dimensione dell’abitare. La dimensione media delle famiglie è passata da 3,4 componenti a 2,4 persone: crescono i single e le persone che vivono sole. Al contempo, aumenta la richiesta di alloggi per gli studenti fuori sede: secondo le stime di Nomisma, su un totale di 1,7 milioni di studenti in Italia, circa 600mila compiono il percorso di formazione lontano dalla casa di origine. Un comparto che avrebbe bisogno di investimenti per oltre 4 miliardi.

Alloggi sociali: la situazione italiana

Più in generale, il parco degli alloggi sociali nel Paese è obsoleto e ha necessità di pesanti riqualificazioni: citando l’Enea, si calcola che il fabbisogno per interventi globali è di 13,6 miliardi di euro e di 10,5 miliardi quello per interventi parziali. In questo contesto, le nuove forme di residenziali – cui spesso sono associate importanti operazioni di rigenerazione del tessuto urbano – sono sempre più la risposta al cambiamento.

Il confronto aiuta a innescare nuovi processi. Fra i casi presentanti nella due giorni sotto la Mole, il Comune di Torino presenta un progetto che fa leva su una spiccata innovazione finanziaria e sociale. Attraverso il sostegno e la collaborazione del fondo Ream (a cui partecipano le fondazioni bancarie e Cassa depositi e prestiti) l’amministrazione vorrebbe acquisire o utilizzare alloggi pignorati, invenduti o comunque vuoti per favorire il riacquisto degli ex proprietari e l’affitto a canone calmierato.

Lo stesso meccanismo è progettato sui locali commerciali, per incentivare l’avvio di attività in un’ottica che tenga assieme l’occupazione alla fornitura a quartieri che ne sono sprovvisti di alcuni servizi o negozi di prossimità, legati ad esempio ai settori alimentare e dell’artigianato. Per la prima fase, si parla di 50 alloggi e 20 locali commerciali, per arrivare, a regime, a un meccanismo ordinario e diffuso.

Fonte: IlSole24ore

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