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Bonus prima casa: decadenza e liquidazione

Postato da Martina Vitelli on 7 dicembre 2017
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Vi abbiamo parlato di come si accede al bonus per la prima casa e quali sono i termini che lo regolano, ma cosa accade quando decade questo incentivo? Scopriamolo insieme.

Decadenza Bonus Prima casa: la residenza

Tra le condizioni necessarie per godere delle agevolazioni prima casa, la legge richiede che l’immobile sia ubicato nel Comune in cui l’acquirente ha la residenza o svolge la propria attività lavorativa (oppure ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende l’acquirente che si è trasferito all’estero per lavoro). Se questi risiede altrove, la legge gli concede 18 mesi, dalla stipula del rogito, per trasferire la propria residenza.

Se l’acquirente non riesce a trasferire la residenza entro tale termine è prevista la decadenza dal beneficio con conseguente necessità di integrare le imposte (di registro, ipotecarie e catastali) precedentemente ridotte e di pagare anche una determinata sanzione accertata dall’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo che l’avviso può essere notificato entro un preciso termine (tre anni), decorso il quale il Fisco non può più pretendere l’integrazione delle imposte né le sanzioni.

Decadenza Bonus Prima casa: causa di forza maggiore

Può accadere che il mancato trasferimento della residenza presso la “prima casa” sia dipeso da ostacoli non imputabili all’acquirente, imprevedibili e inevitabili. Qualora ricorra una causa di forza maggiore e questa venga dimostrata, l’acquirente non decade dall’agevolazione.
Per esempio, una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano ha individuato una causa di forza maggiore nel ritardo da parte del Comune del rilascio del certificato di abitabilità.

Secondo la gurisprudenza, infatti, è pur vero che, in tema di agevolazioni prima casa, il trasferimento della residenza entro 18 mesi rappresenta un obbligo dell’acquirente verso il Fisco, ma si deve comunque tener conto di eventuali ostacoli all’adempimento, caratterizzati dalla non imputabilità alla parte obbligata e dall’inevitabilità e imprevedibilità.

Ne consegue che il mancato stabilimento nei termini di legge della residenza non comporta la decadenza dall’agevolazione, qualora tale evento sia dovuto a causa di forza maggiore sopravvenuta rispetto alla stipula dell’acquisto.

L’acquirente deve dunque dimostrare che, pur essendosi impegnato ad effettuare il trasferimento della propria residenza nei 18 mesi, si è verificata una causa di forza maggiore, imprevedibile e inevitabile, tale da impedire di fatto il rispetto dei termini.

 

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