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La domanda dei mutui continua a crescere. + 12,7% nei primi 11 mesi dell’anno

Postato da Martina Vitelli on 6 dicembre 2016
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Il mese di novembre ha fatto registrare un nuovo incremento, pari a +13,2% rispetto allo stesso mese del 2015, del numero di interrogazioni sul Sistema di informazioni creditizie di Crif relative a richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane. Il risultato di novembre – secondo l’Osservatorio Crif – porta a una crescita nell’aggregato dei primi 11 mesi del 2016 pari a +12,7% rispetto al pari periodo del 2015, «consolidando il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi».

Domanda dei mutui in crescita: l’analisi

Un segnale positivo emerge anche dall’analisi dell’importo medio richiesto, che nel mese di novembre ha fatto segnare «il valore più elevato dall’inizio del 2016 con 125.517 euro, superiore ai 121.051 euro rilevati nel corrispondente mese del 2015». Più nello specifico, si tratta dell’ottavo mese consecutivo di incremento (mese anno corrente su stesso mese anno precedente), che porta il valore medio nell’aggregato dei primi 11 mesi dell’anno a 123.164 euro: «In generale si sta progressivamente consolidando il recupero degli importi medi richiesti anche se nel breve periodo appare evidente come sia difficile il ritorno ai valori registrati a cavallo del biennio 2009-2011 quando l’importo medio si aggirava intorno ai 136.000 euro. Va però ricordato come oggi sia decisamente maggiore la quota dei mutui di sostituzione che, per natura, presentano un importo inferiore rispetto a quello dei nuovi mutui».

Non emergono invece elementi di discontinuità relativamente alla distribuzione per fascia di importo rispetto ai mesi precedenti: la classe prevalente nei primi 11 mesi si conferma tra 100.001 e 150mila euro, con una quota pari al 29,5% del totale. Nel complesso quasi 4 domande su 5 presentano un importo inferiore ai 150mila euro.
La durata più richiesta è quella tra i 16 e i 20 anni, con una maggior concentrazione dei richiedenti nella fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni, con una quota pari al 36,0% del totale.

«I prezzi di acquisto degli immobili e i tassi di interesse applicati, che si mantengono favorevoli – commenta Simone Capecchi, executive director di Crif – stanno alimentando il ritorno di interesse verso l’investimento immobiliare. Nel nostro Paese, nonostante il permanere di zone con fragilità reddituali, l’investimento immobiliare continua ad essere un pilastro tradizionale dell’allocazione delle famiglie e il ricorso all’indebitamento rappresenta il fattore in grado di dare concretezza alle intenzioni di acquisto. In tale contesto le aziende di credito dovranno ponderare attentamente le iniziative commerciali che andranno a comporre nei prossimi mesi. L’attenta valutazione del merito creditizio del richiedente mutuo e il monitoraggio del portafoglio mutui già perfezionati costituiscono ad oggi fattori fondamentali per evitare il veloce ripresentarsi di fenomeni di insolvenza che potrebbero alimentare l’ammontare dei crediti deteriorati già consistente».

Fonte: IlSole24Ore

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