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Prezzi delle case: primo  rialzo dal 2007

Postato da Martina Vitelli on 29 Luglio 2019
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Torniamo a parlare dei prezzi delle case: dai dati Nomisma emerge un timido +0,2%, il primo segno positivo dall’inizio della crisi, nel lontano 2007. Continuano a essere positivi, anche in proiezione, i dati sul numero di compravendite e sulla riduzione di tempi di vendita e “sconti” in fase di trattativa.

Prezzi delle case: il trend positivo

Il primo semestre del 2019 potrebbe essere ricordato come quello della svolta, perché nonostante la decisa risalita degli acquisti certificata dall’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni (+6,5% nel 2018, sopra quota 578mila), Nomisma non aveva più registrato segnali positivi sul fronte quotazioni, rimandando nel tempo il momento del cambio di tendenza. Che per molti versi arriva inaspettata, dato per il 2019 alcuni operatori (tra cui la stessa Nomisma) avevano previsto una frenata a seguito delle incertezze congiunturali (frenata del Pil e turbolenze sullo spread).

Più nel dettaglio, la tendenza espansiva del mercato residenziale, in atto dal 2014, si conferma anche nei primi tre mesi del 2019 con una variazione tendenziale delle quantità scambiate pari al +8,8%, leggermente inferiore a quella registrata nel trimestre precedente (+9,3%).

Prezzi delle case: il Nord-Est

A trainare la crescita sono stati principalmente i comuni capoluogo del Nord-Est. Le soluzioni al di sotto degli 85 metri quadrati, con un’accentuazione maggiore per quelli inferiori ai 50 mq, sono quelle ad aver fatto registrare il maggiore dinamismo. «Si tratta di soluzioni che rispondono ad un nuovo modello di famiglia legato alla mobilità professionale e al frazionamento dei nuclei», si legge in una nota.

Considerando il numero di compravendite residenziali relative alle otto principali città italiane si evincono dinamiche differenti: i due mercati dimensionalmente più significativi, Roma e Milano, hanno incrementato i volumi di compravendita in modo rilevante (tasso superiore all’11%); Bologna e Genova hanno avuto i tassi di espansione più elevati (+15,2% e +12,9%); per quanto riguarda le altre quattro città analizzate, Torino e Palermo presentano variazioni più contenute (entrambe +2%) mentre in due casi – Firenze e Napoli – il segno è negativo (-5,2% e -1,3%).

Fonte: IlSole24Ore

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